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L’economia del benessere è una cosa seria: in Italia vale 43 miliardi di euro

L’economia del benessere è una cosa seria: in Italia vale 43 miliardi di euro

Gli italiani sono sempre più attenti alla cura di sé e l’anno scorso hanno speso 43 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi per il proprio benessere. E’ quanto emerge dal Primo rapporto sull’economia del benessere realizzato da una multinazionale dell’elettronica di consumo.

La ricerca evidenzia che oltre otto italiani su dieci valutano in modo positivo il proprio stato di salute, il 70% è sempre più attento alle scelte alimentari e oltre il 30% dedica almeno un quarto della propria giornata alla cura del corpo. Il 40% del paniere di spesa in benessere è destinato alla sana alimentazione, il 24% alla cura del corpo (escludendo i prodotti cosmetici), il 20% all’attività fisica, l’11% alla gestione dello stress e il 4% al sonno.

La ricerca conferma la mutazione delle abitudini alimentari degli italiani. Soltanto due su tre dichiarano di essere onnivori, il 24%afferma di seguire un particolare stile alimentare e il 10% una dieta specifica. Piacere a sé stessi e sentirsi a proprio agio con gli altri è una priorità specialmente per I più giovani. Il 55% si sottopone a trattamenti estetici in centri appositi, il 41% acquista dispositive per la cura del corpo (massaggiatori, rasoi, idropulsori, epilatori), il 17% frequenta beauty farm.

Gli italiani non sono un popolo sedentario in particolare nella fascia di età tra 25 e 34 anni. L’80% fa qualche attività fisica e il 40% pratica uno sport con regolarità (nuoto, fitness e running i preferiti). Nelle attività sportive entra anche la tecnologia. Oltre il 30% dispone di app, software e altri supporti digitali utili e nell’ultimo anno oltre il 20% ha acquistato un device tecnologico ad hoc.

La ricerca evidenza anche che gli italiani avvertono lo stress e la necessità di recupero dell’equilibrio psicofisico. Ben uno su tre dichiara di soffrire di stress, percentuale che tra le donne si attesta al 42% contro il 22% degli uomini. Tra le ricadute dello stress compaiono l’insonnia e più in generale il sonno inquieto. Un terzo degli intervistati è interessato dal fenomeno e la spesa per i rimedi sfiora i 2 miliardi di euro, soprattutto per tisane, prodotti erboristici e integratori alimentari.

La ricerca afferma ancora una volta quanto sostenuto ormai da tempo da parte di CNA Estetica.

“L’immagine estetica – sottolinea Perlita Vallasciani Portavoce Nazionale di CNA Estetica – rappresenta un elemento fondamentale per vivere meglio ogni relazione con se stessi e con il prossimo. Un aspetto più curato migliora la qualità della vita degli individui di ogni età e ceto sociale, infatti nell’ultimo decennio  non solo sono aumentati  i centri estetici  ma è anche aumentata  la richiesta dei trattamenti estetici che vede però un mercato più attento al bell’aspetto ma notevolmente più esigente sia in termini di competenza sia in termini di risultati ottenibili”.

In considerazione del fatto  che anche questa ricerca conferma l’alta incidenza che il centro estetico ha nelle scelte degli italiani per il recupero e il mantenimento del proprio benessere psico-fisico, si afferma ancora una volta la grandissima importanza del ruolo che l’estetista svolge oggi nel contesto sociale ed economico. Pertanto  credo veramente  sia ormai necessario  accompagnare  e sostenere  le  aziende di settore e le giovani  operatrici  che si stanno formando ad evolvere attraverso una rispettata considerazione del settore anche e soprattutto attraverso  una seria revisione delle modalità formative per meglio cogliere l’evoluzione di un mercato più esigente e consapevole”.

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