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COMUNICATO STAMPA: CNA FITA scrive al Ministro dei Trasporti

COMUNICATO STAMPA: CNA FITA scrive al Ministro dei Trasporti

Lettera aperta al Ministro per risolvere i problemi dell'autotrasporto 

CNA FITA scrive al Ministro dei Trasporti  

Signor Ministro,
in primo luogo Le vogliamo ribadire la nostra gratitudine per l’attenzione che sino ad ora ha dimostrato di avere verso questo martoriato settore.
Le criticità dell’autotrasporto di merci vengono da lontano e non dipendono certamente da Lei ma confidiamo sul Suo impegno per impostare un lavoro che ne possa migliorare le condizioni generali.
La libera contrattazione dei prezzi, senza aver determinato una conseguente riforma del mercato a livello nazionale ed introdotto pari condizioni di partenza in Europa, vede soccombere le imprese di autotrasporto italiane sotto i colpi di una committenza sempre pronta ad affidare i servizi a chi offre il prezzo più basso e la crescente invasione delle imprese estere scandita dai continui incrementi dei costi di gestione delle imprese nazionali, tra i più cari d’Europa.
Sicurezza e qualità del servizio sono spesso prevaricati da questi fattori.
In tema di mobilità, le imprese di autotrasporto hanno urgente necessità di una inversione a 180 gradi rispetto a quanto accaduto sino ad oggi.
Stando così le cose, di seguito Le evidenziano sinteticamente i cinque punti che, a nostro avviso, sono necessari per il rilancio del settore.


Delega ai trasporti
Pur confidando in lei per le risposte più impellenti che attende la categoria, non possiamo affrontare impegni in prospettiva ma soprattutto quelli urgenti e già programmati, senza l’individuazione di un Sottosegretario di riferimento.
Tra le importanti tematiche aperte per le quali si attendevamo tempestive risposte, c’è sicuramente quella relativa alla trasformazione in legge dell’ulteriore incremento di risorse da sommare a quanto già stanziato in materia di deduzioni forfetarie necessarie per garantire anche quest’anno i 51 euro di cui, grazie a Lei, abbiamo beneficiato per l’anno 2018.
Ci sono poi da avviare i quattro tavoli di lavoro individuati per la riforma del settore; in questo contesto riteniamo sia indispensabile inserire anche la reintroduzione dei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio così come originariamente pubblicati il 24 Febbraio 2015.


Riduzione del costo del lavoro
In tema di riduzione del premio INAIL dovuto dalle imprese sulle retribuzioni dei propri autisti, per garantire una effettiva riduzione del costo del lavoro, occorre che sia reintrodotta la decurtazione del 16,81% (Legge n°147/2013) sul premio dovuto. Senza questa misura, la manovra sulla riduzione del costo del lavoro tanto propagandata dal Governo con la riduzione del 30% del tasso di rischio INAIL, si riduce al solito principio: con una mano si dà e con l’altra si prende! Anzi, se le cose rimangono così, le imprese che esercitano senza l’ausilio del rimorchio, hanno subito un incremento del tasso di rischio di circa il 9% .
Riduzione delle imposte sul gasolio per autotrazione
La CNA Fita, tra le condizioni per rendere competitivo l’autotrasporto nazionale, ribadisce la necessità di portare sotto il 50% il peso delle imposte che determinano il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione, una condizione che già esiste nella metà dei 28 Paesi dell’UE.


Lotta al dumping perpetuato dalle impese estere
Come tristamente noto, le imprese di autotrasportano italiane, a causa dei costi del lavoro e di gestione tra i più alti d’Europa, subiscono la concorrenza delle imprese estere; in particolare nel nostro Paese imperversano aziende di autotrasporto con sede, in ordine di rilevanza, in Romania, Polonia e Germania.
La perdita di quote di mercato europeo ed internazionale, deriva anche dalla pratica, molto diffusa tra le aziende di produzione italiane, di assegnare i viaggi in modalità “franco fabbrica”, trasferendo così responsabilità e costi di trasporto all’acquirente estero che, purtroppo per noi, non sceglie le imprese italiane per l’esecuzione del trasporto.
Per tale motivo evidenziamo che è estremamente importante favorire negli scambi internazionali lo sviluppo del “franco destino” e per questo chiediamo che sia rivalutata ed attuata la proposta contemplata in tal senso nel Piano della logistica 2012 – 2020.
Inoltre, per cercare di arginare il fenomeno del dumping, chiediamo maggiori controlli sulle imprese estere e che i nuovi parlamentari europei ed il Governo, si impegnino per attuare le proposte di modifica al Reg. UE n°1072/2009 in discussione alla Commissione Europea che prevedono, tra l’altro, misure più restrittive rispetto alle attuali possibilità di effettuare il cabotaggio stradale di merci su strada .
Al fine di garantire l’equilibrio finanziario e la sopravvivenza stessa degli autotrasportatori nazionali, aggrediti dal pesante e protratto uso del cabotaggio, riteniamo possa riproporsi anche una riflessione sulla richiesta dell’introduzione della “norma di salvaguardia” contemplata nell’articolo 10 del Reg. UE n°1072/2009 e valutando quindi, facendo le opportune verifiche, la possibilità-opportunità di escludere, reciprocamente, dalle operazioni di cabotaggio, Romania e Polonia.

 

Piano straordinario della mobilità per i veicoli pesanti
Garantire la circolazione regolare dei mezzi e quindi una velocità commerciale in linea con quella europea, consentirebbe effetti correlati dirompenti: attrazione di maggiori flussi di merce nel nostro Paese, circolazione in sicurezza, minor consumo di carburanti e ridotti costi di manutenzione del veicolo, migliore qualità dell’aria, servizio di vezione puntuale ed efficacie, riduzione dello stress per gli autisti e migliore qualità della vita in generale.
CNA Fita, per tale motivo ritiene dirimente introdurre un Piano straordinario della mobilità dei veicoli pesanti che affronti e dia risposte urgenti e a 360 gradi a tutte le problematiche esistenti ad oggi sul tema.
Ad iniziare dalla realizzazione e messa in rete dell’archivio nazionale delle strade che consentirebbe certezza e sicurezza nell’individuazione dei percorsi più adatti alle varie tipologie di mezzi pesanti e garantirebbe una programmazione nelle manutenzioni che avrebbe potuto e potrebbe evitare eventi drammatici come quelli tristemente noti.

Un intervento che urge anche per potenziare e sviluppare le infrastrutture viarie di collegamento da e per i porti che, nella maggior parte dei casi, sono carenti e determinano congestione, allungamento dei tempi di percorrenza e di attesa nonché insicurezza nella circolazione stradale.

Danni incommensurabili se si pensa non solo alla qualità della vita di operatori e cittadini ma anche alle enormi opportunità di nuovi flussi di merce che potrebbero provenire dall’Oriente e dalle quattro reti Transeuropee che interessano l’Italia e che invece, a causa di questi colli di bottiglia, potrebbero prendere altre vie.

Occorre dare risposte risolutive a interventi strategici di collegamento interno programmati da decenni e ancora non realizzati.

Opere irrinunciabili, soprattutto in quelle regioni già disagiate a causa delle carenze di continuità territoriale, come nel caso della Ragusa - Catania, progettata da decenni e non ancora realizzata

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