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Si è tenuta a Milano sabato 3 luglio l'Assemblea regionale CNA

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L'Assemblea annuale della CNA, prevista dallo statuto per approvare il Bilancio è un momento - nella sua parte pubblica - per fare il punto, non solo sullo stato dell'Associazione, ma anche sul contesto economico, politico e sociale in cui ci si trova ad operare. “Quest'anno abbiamo focalizzato l’attenzione sul tema: Fare ReTe in Lombardia, le idee per lo sviluppo e la competitività”, ha detto Giuseppe Vivace salutando gli ospiti e gli imprenditori intervenuti, nell'aprire i lavori dell'Assemblea. R.eTe. sta per Rete Imprese Italia, la nuova aggregazione tra le associazioni della piccola impresa, del Commercio e servizi

che modifica profondamente il sistema della rappresentanza nel nostro Paese. Non più la “triade” Governo-Sindacati-Confindustria a trattare gli interessi delle parti e pianificare le politiche economiche del Paese. Al Tavolo delle trattative e delle decisioni si dovrà sedere un quarto “soggetto”, rappresentante una grande quantità di protagonisti (molto poco riconosciuti) di quello che si muove nella nazione: le piccole imprese che da invisibili sono diventate visibili. Quelle che hanno saputo resistere alla crisi, con minimo aiuto e grande dispendio di risorse proprie. Quelle che nei territori, evitando di licenziare dipendenti, hanno mantenuto coesione sociale.

Dopo questa crisi ci sarà un altro mondo, è finito il tempo dell'ammirazione per la finanza, ritorna attenzione e considerazione verso “chi fa le cose”, le fa bene, ed è attento al contesto ambientale, quello in cui opera e vive con la sua famiglia, dove vivono i suoi collaboratori con le loro rispettive famiglie.

Era inimmaginabile fino a qualche anno addietro che vi potesse essere un interesse degli americani per la Fiat 500 (che fa molti km con un litro di benzina) abituati ai loro ridondanti macchinoni (che hanno bisogno di molti litri per fare un km). Un segno dei tempi, ha detto Fausto Cacciatori, nel suo intervento introduttivo. Le cose da ora in poi devono andare diversamente. Non c'è più spazio per la speculazione, occorre maggiore equilibrio, sviluppo razionale ed intelligente, attenzione a chi opera rispettando le persone e l'ambiente. Occorre ridiscutere certe delocalizzazioni, occorre essere attenti e disponibili per accordi tra le parti sociali che, come a Pomigliano, cercano di riportare il lavoro in Italia. Se si vuole continuare a sentire “il rumore della nostra gente”, ha detto Cacciatori citando un libro di Edoardo Nesi che considera il “silenzio” a seguito della chiusura delle molte aziende tessili di Prato. Oggi si parla di rappresentanza e di quanto di positivo può essere fatto se le Istituzioni collaborano con le associazioni. Ma occorre davvero una attenzione per “il piccolo”. Gli indirizzi dello Small Busines Act, una grande conquista per le piccole imprese, non rimangano solo sulla carta. Come dice De Rita “servono meno opinioni e più partecipazione.”

Gli ospiti dell'assemblea, Andrea Gibelli, Assessore alle Attività Produttive e vicepresidente della Regione Lombardia; Aldo Bonomi, Comitato Scientifico R.eTe. Imprese Italia; Paolo Malvestiti, Presidente Ascom di Bergamo; Giorgio Merletti, Presidente Confartigianato Lombardia; Giuseppe Zucchetti, Casartigiani Lombardia; Mauro Toffetti, Vice presidente Confesercenti, molto stimolati dal tema dell'Assemblea e dagli argomenti lanciati da Cacciatori, sono intervenuti con piglio deciso nella tavola rotonda condotta da Marco Alfieri, nella foto a sinistra, giornalista della Stampa.

Dobbiamo pensare ad un nuovo paradigma, ha esordito Andrea Gibelli. Fare impresa oggi, in questo mondo, in questa nazione ed in questa regione è cosa diversa da come lo si poteva fare ieri. Sono cambiate moltissime condizioni. E le trasformazioni intervenute nella piccola impresa non sono state colte. Nelle piccole imprese si innovano prodotti e processi senza un metodo codificato, è per questo continuano a stare sul mercato. Ma le sofferenze finanziare esistono ed il bisogno di investire anche. Cosa non compresa dal sistema bancario che si ostina a valutare i “piccoli” con algoritmi matematici, e che ritiene “ricco” il conto personale dell'imprenditore e “povero” quello dell'azienda.

“Lavorerò quindi per l'accesso al credito, lo farò certamente con i rappresentanti delle imprese, lavorerò per un sistema di qualità proprio della Lombardia, per uno SBA con declinazione lombarda, stimolerò la costituzione di reti vere (aziende che collaborino tra loro in modo sinergico per fare i migliori prodotti o componenti del mondo, non che siano solo una somma di imprese) utilizzando tutti gli strumenti e gli incentivi messi a disposizione dalla legge nazionale e dai provvedimenti regionali.”

Aldo Bonomi ha invitato a non confondere le reti di rappresentanza con le reti economiche. Per quel che riguarda la rappresentanza è successo effettivamente un fatto nuovo, i piccoli, tutti quanti, si sono messi insieme. Si sono messi insieme, giustamente, quelli che producono e quelli che commerciano. E questo ha fatto sì che finalmente gli invisibili, diventassero visibili. Non eroi nazionali ma gente che bisogna considerare per quello che realmente è. Una piccola impresa coincide con un progetto di vita, coinvolge l'imprenditore con tutto quello che ha. Non va sottovalutato il fenomeno degli imprenditori che si sono suicidati nel triveneto. Vanno considerati morti sul lavoro. “Per anni ho cercato di evidenziare l'esistenza di un capitalismo molecolare, che opera in rete o in filiera nella “Città infinita”. Persone che producono ricchezza e che sono l'identità di un territorio che sono state intercettate, forse non a sufficienza dai sistemi associativi, ed ultimamente forse solo da una forza politica.”

“Ma per fare bene le cose ognuno deve fare il suo mestiere”, ha detto Giorgio Merletti. “Trovarsi coinvolto tra gli imprenditori autoconvocati e arrabbiati di Ierago, come rappresentante di un'associazione, non è stato piacevole e la politica non ha dato risposte a domande che pur erano state poste in modo chiaro ed in anticipo. La politica, ad esempio, eviti di produrre bandi che nascondono delocalizzazioni. In altri tempi sono stato scettico sul tema della rappresentanza unitaria, oggi credo sia possibile. Non fare alleanza per obbiettivi di corto respiro, ma per per un progetto più ampio che faccia sì che le piccole imprese evitino continue bastonate. Si facciano ragionamenti concreti e seri, si scelgano i rappresentanti giusti, che siano imprenditori veri, che vivano della loro impresa, che non facciano il presidente di associazione come mestiere.”

Paolo Malvestiti, presidente Ascom ha voluto raccontare l'esperienza compiuta a Bergamo con Imprese&Territorio, una Rete Imprese Italia ante litteram che, fortemente voluta da tutte le associazioni della piccola impresa e del commercio e per ultimo anche dell'agricoltura, con la forza di 90.000 imprese rappresentale e 345.000 occupati, è riuscita a conquistare un ruolo di primo piano nei confronti delle istituzioni provinciali, regionali e nazionali e, per la prima volta, anche la presidenza della Camera di Commercio per un rappresentante delle piccole imprese. “Oggi a Bergamo i piccoli contano, promuovono reti di imprese e fanno rete di rappresentanza in modo costruttivo.”

Giuseppe Zucchetti, di Casartigiani Lombardia ha considerato che nel nostro sistema scolastico chi rinuncia ad una formazione liceale a favore di un istituto tecnico fa una scelta di risulta, se poi fa l'impiantista idraulico è un individuo di serie b, e se fa soldi diventa un evasore fiscale, salvo poi scoprire che, per gli studi di settore, in questa categoria le imprese sono per l'80 % congrue. Non è più sopportabile un atteggiamento così sufficiente nei confronti di chi lavora seriamente per se stessi e per gli altri.

Mauro Toffetti, vice presidente Confesercenti, ha detto che qualificatissimi processi formativi avvengono all'interno delle aziende, in modo speciale in quelle di piccole dimensioni la dove è più facile e naturale condividere conoscenze e competenze. Chi vuole più grandi le piccole imprese italiane dovrebbe documentarsi sugli altri stati europei, scoprirebbe che anche nelle altre nazioni del vecchio continente 97 imprese su 100 non superano i 10 addetti.

Al presidente CNA Ivan Malavasi l'intervento conclusivo. “ReTe Imprese Italia è la vera grande innovazione avvenuta nel sistema della rappresentanza nel nostro Paese”. La dove se ne parla si riscontra, come da voi questa mattina, davvero molto interesse.

Le piccole imprese, le attività produttive, del commercio e dei sevizi sono l'essenza del nostro Paese. Del nostro essere. Siamo fatti così. Ma non siamo poi fatti tanto male se consideriamo che all'estero prendono in considerazione moltissimo i nostri prodotti. Che non sono solo quelli della grande industria. Anzi di prodotti fatti su scala industriale da noi ne sono rimasti pochi. Sono quindi le piccole imprese quelle che catalizzano l'attenzione dei mercati esteri per il Made in Italy sia nella manifattura, nella meccanica di precisione, nell'agroalimentare, nella moda, nel design, nella capacità di progettare e strutturare servizi innovativi.

Il mondo è cambiato. I consumatori, su scala planetaria, erano un miliardo, oggi sono due miliardi e mezzo che chiedono prodotti e servizi, soprattutto acqua, cibo e salute. Non la Super Chrysler, magari la 500, come evidenziato da Cacciatori. Abbiamo avuto, tre decenni fa, l'invasione dei prodotti giapponesi; venivano da noi fotografavano e copiavano. Oggi è diverso Cina e India comprano le nostre aziende.

Ma noi non vogliamo essere “le imprese che resistono”, anzi dobbiamo essere le “imprese che reagiscono”. E lo vogliamo fare in modo intelligente, come rappresentanza di tutte le piccole imprese della nazione, in collaborazione con il Governo centrale e con quelli territoriali, che rimangono i nostri interlocutori privilegiati, ma anche con le forze politiche che stanno all'opposizione, con tutte le istituzioni pubbliche e private che agiscono seriamente. Se vogliamo promuovere e tutelare il Sistema Italia dobbiamo fare in modo che formazione, ricerca, innovazione e credito alle piccole imprese non rimangano solo parole.

I sistemi associativi della piccola impresa sono fortissimi nell'erogare servizi e assistenza di qualsiasi genere ai propri associati, dobbiamo oggi essere in grado di esprimere il nostro punto di vista, in rappresentanza di milioni di piccoli imprenditori, sui grandi temi che si trovano nell'agenda della politica, della economia, dello sviluppo sociale e culturale della Nazione.

Nella sessione pomeridiana i componenti l'Assemblea regionale Lombardia hanno approvato all'unanimità il Bilancio consuntivo 2009 che chiude con un saldo positivo e che sarà destinato, per la maggior parte, a premiare le associazioni provinciali che incrementeranno il tesseramento.

Mercoledì, 07 luglio @ 10:40:52 CEST


 

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