DL Ucraina: “Necessario un eco-bonus per le imprese che investono in impianti di autoproduzione di energia”

Istituire un sistema di incentivazione per i piccoli impianti di autoproduzione di energia elettrica (fino a 200 KW) sfruttando l’enorme potenziale di artigiani e piccole imprese che oggi non possono contare su alcun incentivo a differenza dell’utenza residenziale e dei grandi impianti.

E’ la proposta presentata da CNA nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni finanze e industria del Senato. “Puntare esclusivamente sulla realizzazione di grandi impianti – afferma Marcello Parma Presidente di CNA Cremona – è una risposta parziale al bisogno di stimolare l’incremento della produzione da fonti rinnovabili”.

I circa 140mila piccoli impianti per autoproduzione possono essere triplicati in pochi anni portando la potenza installata a quasi 20mila MW, che rappresenta l’80% della capacità attuale del fotovoltaico attivo in tutto il Paese.

“Ribadiamo la necessità di introdurre misure specifiche per la platea delle piccole imprese – continua Parma – prevedendo l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno dell’autoproduzione o, preferibilmente, un credito d’imposta dell’investimento per l’installazione di impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili”.

Sul decreto, CNA considera positivamente l’estensione del credito d’imposta inizialmente previsto solo per le imprese ad elevato consumo di energia elettrica e gas naturale. Inoltre “la volontà di rafforzare il monitoraggio delle dinamiche dei mercati energetici” che scontano fenomeni speculativi, ma è auspicabile che il Governo adotti nuove misure forti come ad esempio la fissazione di un tetto al prezzo dell’energia.

“Va nella giusta direzione l’intervento a favore dell’autotrasporto merci – aggiunge Parma – ma serve che il Parlamento vigili per la rapida emanazione del decreto per l’erogazione di 500 milioni alle imprese. Tra due settimane termina la riduzione delle accise sui carburanti ed è necessario che il Governo preveda una proroga della misura”.

Per contrastare fenomeni speculativi, CNA auspica un’azione efficace da parte del Garante sulla trasparenza dei prezzi al quale le principali associazioni di rappresentanza possono offrire un importante contributo in termini di attività di monitoraggio.

“Siamo molto preoccupati – conclude Parma – per i riflessi dei rincari dei materiali sugli appalti pubblici. Al riguardo occorre fare chiarezza tra i vari provvedimenti in vigore e prevedere un ampliamento del paniere dei materiali per i quali è prevista la compensazione per favorire un tempestivo intervento della Pubblica amministrazione nella revisione dei prezzi che va estesa anche ai contratti in essere”.

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