L’Iperammortamento 2026 è una misura fiscale pensata per sostenere gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione ed energia da fonti rinnovabili.
Si tratta di uno strumento particolarmente interessante per micro e piccole imprese (MPMI) che stanno valutando investimenti utili a migliorare l’organizzazione, la produttività e l’efficienza dei propri processi.
Di seguito riepiloghiamo, in modo semplice e concreto, i principali aspetti da conoscere.
Ambito temporale
L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati:
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dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
Non sono previsti tetti annuali né finestre temporali: ai fini dell’agevolazione conta la data di consegna del bene (o la data di attivazione nel caso dei software).
Quali beni sono agevolabili
Possono accedere all’Iper ammortamento solo investimenti nuovi, strettamente legati all’attività dell’impresa.
Macchinari e impianti 4.0
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beni che consentono la digitalizzazione o l’automazione dei processi produttivi;
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devono essere interconnessi ai sistemi aziendali.
Software 4.0
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programmi e sistemi per la gestione di produzione, logistica, qualità, energia;
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possono essere agevolati anche se acquistati singolarmente, purché realmente integrati nei processi aziendali.
Impianti per energia rinnovabile
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impianti per autoproduzione e autoconsumo (ad esempio fotovoltaico);
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inclusi i sistemi di accumulo;
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per il fotovoltaico sono richiesti moduli europei ad alta efficienza.
Quanto vale l’agevolazione
L’Iper ammortamento non è un contributo a fondo perduto, ma un vantaggio fiscale che consente di ridurre le imposte nel tempo.
Il costo del bene viene maggiorato fiscalmente secondo questi scaglioni:
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fino a 2,5 milioni di euro → maggiorazione del 180%
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da 2,5 a 10 milioni di euro → maggiorazione del 100%
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da 10 a 20 milioni di euro → maggiorazione del 50%
Clausola “Made in EU”: attenzione alla provenienza dei beni
Per accedere all’agevolazione è necessario che:
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i beni siano prodotti o trasformati in UE o SEE;
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per i software, lo sviluppo sia prevalentemente europeo;
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per il fotovoltaico valgono requisiti ancora più stringenti.
👉 Questo aspetto va verificato prima dell’acquisto, con il supporto del fornitore e del consulente.
Come funziona la procedura
L’Iperammortamento richiede alcuni passaggi obbligatori:
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comunicazione al GSE, prima e dopo l’investimento;
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perizia tecnica che dimostri che il bene è conforme ai requisiti 4.0 e interconnesso;
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per investimenti inferiori a 300.000 euro è possibile un’autodichiarazione dell’impresa;
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certificazione contabile delle spese sostenute.
Si tratta di una procedura strutturata, necessaria per dimostrare la correttezza dell’investimento: per questo è consigliabile farsi affiancare da professionisti qualificati.
Quando conviene davvero
L’Iperammortamento è particolarmente vantaggioso se:
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l’impresa genera utili e paga imposte;
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l’investimento è utile per migliorare il lavoro quotidiano, non solo per ottenere l’incentivo;
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si è disponibili a seguire una procedura ordinata e documentata.
In sintesi
L’Iperammortamento 2026 non è un bonus a pioggia, ma una leva fiscale potente per chi investe in tecnologia ed energia utili allo sviluppo dell’impresa.
Se utilizzato correttamente, consente di ridurre in modo significativo il carico fiscale nel tempo.
Per valutarne la reale convenienza è sempre consigliato un confronto preventivo con il proprio consulente.

